Segnali ignorati
Il caso Hannoun e le ombre che gravano su una parte della politica italiana
Negli ultimi anni il dibattito pubblico italiano ha più volte incrociato il tema dei rapporti tra politica, associazionismo pro-Palestina e sicurezza nazionale.
Un tema complesso, che richiede cautela, rigore e una chiara distinzione tra fatti accertati, vicende giudiziarie e valutazioni politiche.
L’arresto di Mohammad Hannoun, avvenuto nell’ambito di un’indagine per presunti finanziamenti a favore di Hamas, riporta al centro dell’attenzione una rete di relazioni pubbliche e istituzionali che, pur non costituendo di per sé reato, sollevano interrogativi sul piano dell’opportunità politica e della vigilanza istituzionale.
Le autorità italiane hanno portato avanti una maxi-operazione anti-terrorismo per presunti finanziamenti a favore di Hamas tramite associazioni di beneficenza, tra gli arrestati figura Mohammad Hannoun, presidente dell’“Associazione dei Palestinesi in Italia”, descritto dagli inquirenti come figura di vertice collegata alla “cellula italiana” dell’organizzazione palestinese considerata terroristica dall’Unione Europea. (ANSA.it)
Le forze dell’ordine e la Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo hanno emesso misure cautelari nei confronti di nove persone, accusate di aver raccolto e reindirizzato circa 7 milioni di euro verso associazioni con legami diretti o indiretti con Hamas. (Linkiesta)
🔗 Leggi ANSA – Finanziamenti ad Hamas per 7 milioni di euro attraverso associazioni, 9 arresti: https://www.ansa.it/liguria/notizie/2025/12/27/finanziamenti-ad-hamas
(Banconote rinvenute durante le perquisizioni - Ansa)
Da tempo la figura di Hannoun è al centro di inchieste investigative e reportage giornalistici internazionali, inclusi precedenti sanzioni da parte del Dipartimento del Tesoro USA per fundraising sospetti a favore di Hamas e presunti rapporti con leader del movimento islamista. (Gli Stati Uniti sanzionano “l’italiano” che guida la rete europea che finanzia Hamas)
I rapporti con la politica italiana
Negli anni, Hannoun e le associazioni da lui guidate sono state presenti in iniziative pubbliche a cui hanno partecipato anche esponenti politici, tra cui parlamentari del M5S e di altre forze politiche.
Sono noti e ampiamente documentati i rapporti con Alessandro Di Battista e con il m5s, ad esempio ci sono state conferenze stampa e momenti istituzionali in cui figure come Stefania Ascari (M5S) hanno ospitato o condiviso eventi con associazioni legate a Hannoun alla Camera dei Deputati. (Il Foglio)
🔗 Articolo de Il Foglio – M5S, sinistra e Pd: gli amici di Hannoun, difensore di Hamas: https://www.ilfoglio.it/politica/2023/11/01/news/m5s-sinistra-e-pd-gli-amici-di-hannoun-difensore-di-hamas-5855530/
Queste frequentazioni non configurano di per sé reati o collusioni di natura penale, ma sollevano domande politiche e di opportunità sulla natura dei rapporti tra rappresentanti istituzionali e figure il cui profilo – secondo fonti investigative – è da tempo sotto osservazione. (Free4futurenow)
Il M5s e il ruolo di Giuseppe Conte
Questo scenario si inserisce in un dibattito più ampio sulle responsabilità politiche del Movimento 5 Stelle anche nel periodo in cui Giuseppe Conte è stato Presidente del Consiglio per due governi (Conte I e Conte II).
In entrambe le legislature, Conte è stato a capo dell’esecutivo con competenze di vertice, inclusa la delega ai servizi segreti.
È legittimo domandarsi: Come è stato possibile che personaggi come Hannoun o Hijazi, già oggetto di sanzioni e al centro di accesi dibattiti pubblici, abbiano avuto occasioni di relazionarsi con parlamentari M5S senza un intervento più deciso del vertice del partito?
Il M5S e Conte stesso hanno spesso difeso gli incontri con esponenti della società civile e associazioni pro-Palestina come espressione di impegno per i diritti umani; tuttavia, l’arresto di Hannoun e le gravi accuse che ora pesano su di lui rendono questa giustificazione politicamente più difficile da sostenere.
Non si tratta di criminalizzare l’intero mondo della solidarietà verso i civili palestinesi o di stigmatizzare ogni rapporto internazionale tuttavia, è importante distinguere tra advocacy politica e connessioni con personalità che oggi sono sotto indagine per finanziamenti a organizzazioni terroristiche.
La politica dovrebbe avere gli strumenti per evitare questo tipo di ambiguità.










